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| Antologia della rivista "Rosso" (1973 - 1979) |
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SALTANO I BILANCI DEGLI ENTI PUBBLICI Questo stato e' malato: che crepi Ai padroni e ai loro servitori, che vedono un futuro in cui noi siamo ridotti a lavori da barboni e alla fame, dobbiamo rispondere con una pesante richiesta di «salario sociale». Riprenderci quello che ci tolgono con l'inflazione e con il pagamento salato dei servizi (luce, gas, telefoni) attraverso la richiesta di soddisfacimento dei nostri bisogni. Non ce ne importa niente dei passivi degli enti locali o dello Stato; vogliamo sussidi di disoccupazione, ospedali, case, scuole, strutture sociali adeguate. Se si entra, come il PCI, nell'acccttazione della logica del bilancio passivo si arriva alla paralisi: ciò che sta ora avvenendo per gli ospedali. Il collasso definitivo del sistema ospedaliero italiano è previsto: le mutue sono piene di debiti e trascinano nel vortice anche gli ospedali che nel dicembre del '73 avevano un credito verso gli enti assistenziali di 2100 miliardi di lire, salito nel marzo del '74 a 2.500 miliardi. Intervenga lo Stato ... a noi ciò che interessa è che il fabbisogno sanitario italiano è molto al disotto del limite giudicato ottimale dall'organizzazione mondiale della sanità. In Italia secondo le ultime statistiche esistono negli ospedali pubblici circa 463.000 posti letto, con un rapporto di 8,57 posti letto per mille abitanti, mentre il rapporto giudicato ottimale è di 12 posti letto per mille abitanti. D'altra parte conoscendo gli ospedali del nord, che spesso hanno proprio i 12 posti letto per mille abitanti, ci si rende conto che questo rapporto non è sufficiente. Non parliamo poi della Campania che ha 2,8 posti letto per mille abitanti o della Calabria che ne ha 3,3. Ad Avellino la situazione poi è agghiacciante: 0,65 posti letto per mille abitanti. Gli ospedali del sud sono certamente quelli più soffocati dai debiti, ma anche quelli lombardi hanno crediti dalle mutue che nel 1973 ammontavano a 472 miliardi e 286 milioni. La situazione degli enti locali è altrettanto fallimentare: 20 mila miliardi di debiti. La DC in alcune situazioni, come a Torino, aveva trovato il trucco per pareggiarli: gonfiava le entrate e riduceva le spese (naturalmente solo sulla carta). Certo che solo una vocazione al suicidio, può far pensare di voler mettere le mani in situazioni di questo genere, infatti lo Stato non ha potuto «riconoscere» il disavanzo e il Comune è stato così escluso da un possibile intervento. La vocazione che ha il PCI di risolvere i problemi dei padroni non desiste neppure di fronte al fatto che a Torino gli istituti di credito da tempo chiedono all'amministrazione di « rientrare ». Accettando tutto del sistema — come fa il PCI — si è costretti ad accettare anche l'esistenza dei tassi usurai delle banche. La Cassa di Risparmio, feudo lottizzato della mafia DC, ha realizzato nel '74 profitti per 400 miliardi di lire. Quindi gli enti locali che sono costretti ai prestiti sono anche obbligati a pagare tassi d'interesse altissimi. Il governo preme per contenere la spesa pubblica e soprattutto quella degli enti locali. Al 31 dicembre del 1974 sono stati concessi mutui per 4293 miliardi. Nel 1975 il governo ha deciso di non consentire alcuna copertura di nuovi bilanci, rendendo non più sostenibile la situazione degli enti locali. Finora questo sistema economico, sia quello liberale che quello delle corporations multinazionali ha soddisfatto i bisogni voluttuari, lasciando completamente scoperte tutte le aree sociali. Ora certi economisti pensano che si potrebbe trarre profitto anche dai servizi: facendo pagare care le bollette e l'assistenza. La FIAT che si mette a costruire ospedali, e altre soluzioni altrettanto brillanti che non rinunciano alla logica dello sfruttamento e del profitto. La nostra risposta è: i servizi dello stato o dell'amministrazione li paghiamo quanto stabiliamo noi e vogliamo il soddisfacimento dei bisogni sociali a livelli adeguati, anche se con ciò deve saltare il bilancio dello stato. da «Rosso. Giornale dentro il movimento», 29 novembre 1975, n. 4 | ||
| Numero 10 di 99 |
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