Perchè opprimiamo gli omossessuali?

Perché opprimiamo gli omosessuali?

 

Le lettere pubblicate nel numero scorso ci hanno costretto ad interrogarci su una questione, quella dell’omosessualità. Per questo abbiamo preso contatti col FUORI! (il Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano). Ospiteremo sulle colonne di questo giornale quanto ci sembrerà utile perché all’interno della nostra proposta e nel movimento più in generale si faccia chiarezza sulla contraddizione tra l’essere oppressi e sfruttati in fabbrica e oppressori nel rapporto con gli altri.

Il Fronte ha un suo periodico (FUORI!) che si trova in vendita nelle librerie. Questa volta pubblichiamo alcuni brani dell’intervista ad un operaio omosessuale e un volantino del collettivo FUORI! di Milano che si riunisce tutte le domeniche alle ore 16, in via Anfiteatro 9 (IAP).

 

Che cosa è il FUORI!

E che cosa si propone

 

FUORI! vuol dire Fronte Unito Omosessuale Rivoluzionaio Italiano ed è il movimento che si propone di smascherare l’ordine sociale repressivo della società borghese, e in generale di tutte le società patriarcali, connesso ai sistemi di sfruttamento, di oppressione e di emarginazione.

Esso parte dalla reale oppressione degli omosessuali e della omosessualità e si prefigge di contribuire, da un punto di vista omosessuale, all’emancipazione umana, parallelamente alla lotta condotta dal proletariato, dalle donne e da tutte le categorie di sfruttati e di emarginati da questa società (negri, bambini, vecchi, pazzi…) che hanno interesse a negarla.

IL FUORI! vuol mettere in crisi la sessualità e l’identità dell’individuo ad essa collegata, voluta e formata da questo sistema e da tutti quelli precedenti, che lo obbligano e ingabbiano in ruoli personali e sociali che sono tutti funzionali al sistema stesso.

Quindi FUORI! vuol dire fuori dai valori, dalle norme sancite, dai comportamenti che questa società insegna, impone e perpetua. Inoltre il FUORI! riconosce e rivendica l’importanza fondamentale del punto di vista omosessuale per la comprensione (e la possibilità di sovvertimento ad essa conseguente) di quelle forme di potere, sfruttamento e repressione anche dell’uomo sulla donna legate alla norma eterosessuale, sulle quali né il proletariato, né il movimento di liberazione della donna possono da sé soli fare altrettanta chiarezza. Così come il movimento femminista illumina le connessioni esistenti tra il potere di una classe sull’altra e la negazione e schiavitù della donna da parte dell’uomo.

Per questo il FUORI! si pone come movimento rivoluzionario che lotta per la negazione di tutte le strutture coercitive e repressive della società che attualmente determinano la nostra esistenza e la sofferenza ad esse connesse, differenziandosi in ciò dai gruppi (tipo AIRDO e CON NOI) che rivendicano soltanto dei diritti civili all’interno delle strutture del sistema (matrimonio omosex, parità morale ecc.) e ciò in forza di ideali revisionisti di accettazione e tolleranza. Al contrario il FUORI! si pone radicalmente contro il sistema e lotta per il sovvertimento totale legandolo all’emancipazione dell’individuo.

Il FUORI!, movimento degli omosessuali, vuol mettere in crisi in ogni individuo, sia omosessuale che eterosessuale, la sua attuale identità sessuale e individuale, e ciò nel suo stesso interesse in quanto subordinato che aspira alla pro pria emancipazione.

 

Attività del collettivo FUORI! di Milano

 

La caratteristica peculiare del gruppo di Milano è stata quella di ricercare ed elaborare, tramite il lavoro di ”presa di coscienza” (racconto ed analisi della propria esperienza) un metodo di lavoro collettivo che, partendo dalle esperienze personali vissute da ciascun partecipante, metta in evidenza la specifica oppressione subita in quanto omosessuali e la metta in relazione ai valori, alle norme e ai comportamenti patriarcal-borghesi di questa società per criticarli, smontarli e prendere, ciascuno, le distanze da questi.

Nelle prospettive di lavoro del FUORI! è inoltre quella di sviluppare i contatti con i gruppi femministi e di entrare in dialettica con tutti i gruppi intenzionalmente rivoluzionari, anche se agenti da punti di vista diversi dal nostro.

 

da «Rosso. Giornale dentro il movimento» – anno 2 – n. 8 – 10 febbraio 1974

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