Frank Zappa. Non si vive di solo pane

Frank Zappa. Non si vive di solo pane

 

Grande concerto – Grande aspettativa – Grande Zappa – Grande pubblico – Grande prezzo biglietto – Grande incazzatura.

I compagni diffondono un volantino, dicendo sia il caso prendersi lo spettacolo gratis e non solo quello, prendiamoci tutto, tutto ci appartiene (soliti estremisti autonomi, Renudini, studenti, drogati e probabilmente omosessuali).

Andate calmi compagni, prima ci sono i bisogni proletari, uno per uno, in fila prego; prima il pane, poi la pasta, poi un po’ d’olio, per il burro si vedrà.

Solito capellone urla che conosce un suo amico che c’aveva un amico che diceva che un suo amico (operaio!) rideva, mangiava due volte al giorno e voleva fare l’amore e altre cose simili.

A questo punto la gente sfonda, per via che queste polemiche non gli piacciono. 2000 lire il biglietto sono troppo, per adesso non paghiamo il concerto, poi si vedrà. Un organizzatore voleva farne passare gratis 100 (i generosi). Ma entrano subito in 500 (i soliti esagerati).

Un po’ qua e un po’ là si prova a sfondare, ma niente.

15 poliziotti tristissimi vagolano in giro per via dell’ordine pubblico.

Un nutrito gruppo di facinorosi si lancia su una porta del retro chiusa coi lucchetti. Gli organizzatori che la difendevano fuggono. Assalto di massa. La gente prova a passare tra le sbarre e fare cose del genere. Ma così non va. Solo pochi magrissimi ed eroici riescono a scavalcare. Una decisione si muove fra la gente: il cancello deve cedere.

Primo round – Si prova a fare cedere il cancello dondolandolo, ma la parte superiore rischia di cadere in testa a quelli di fuori. Continuano così solo quelli dentro a dondolano e quelli di fuori urlano

«oooh!, oooh!»… Dopo una breve pausa, di nuovo assalto disordinato. Intanto dei compagni girano intorno al Vigorelli avvisando la gente di confluire a quella porta. Secondo round – Si riprende di nuovo a far dondolare la porta dall’interno. Fuori i compagni incitano ritmicamente ma le catene non cedono. Poi a poco a poco le sbarre di ferro del cancello iniziano a piegarsi, la gente si lancia anche dall’esterno a spingere. Il cancello salta e viene aperto. La gente inizia a entrare in centinaia.

I compagni rifanno il giro del Vigorelli convogliando verso la porta sfondata tutta la gente che non voleva pagare. Dopo la prima ondata, i compagni formano un picchetto e tengono aperto il cancello.

Grida di gioia e di vittoria. Intervengono gli organizzatori che non riescono più a chiudere il cancello. Arriva allora la polizia sempre più triste che si schiera ai lati delle due scale che portano al cancello (che è soprelevato). I compagni del picchetto riescono a fare entrare allora tanta altra gente facendola passare sopra il muro. La polizia se ne va tristissima. Abbiamo vinto! Frank Zappa – 9000 gratis 6000 paganti e domani il tram, la pasta e il resto (tutto).

 

da «Rosso. Giornale dentro il movimento» – anno 2 – n. 11 – ottobre 1974

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